martedì 26 aprile 2011

..a proposito di capre...PEPERONI ALLA PROVENZALE !

  1. INGREDIENTI : 2  peperoni rossi e 2 verdi ,3 zucchine,1 uovo,1 cipolla tritata ,300 g di ricotta ,40 g di formaggio di capra stagionato,1 cucchiaio di aceto ,20 g di pangrattato,40gdi grana grattuggiato ,6 cucchiai di olio extravergine,1 spicchio d'aglio tritato,timo,origano,sale ,pepe .                                       
  2. PREPARAZIONE : private i peperoni dalla calotta e tenetela da parte,svuotateli dei semi e delle nervature bianche.Spuntate le zucchine e grattuggiatele.Soffriggete la cipolla con l'aglio in 2 cucchiai d'olio.Unite le zucchine ,una presa di origano ,sale e pepe,mescolate bene e cuocete a fuoco vivo per 5 min.Mescolatevi la ricotta ,il formaggio di capra,il grana ,il pangrattato,l'uovo e il timo.Salate e pepate.
  3. Farcite i peperoni con il composto ,chiudeteli con le calotte e metteteli in una casseruola a bordi un pò alti con 4 cucchiai d'olio.Coprite e cuocete nel forno già caldo a 180 gradi per circa un'ora.
  4. Sfornate i peperoni e fateli raffreddare leggermente .Riducete il sugo di cottura a fuoco vivo e unite l'aceto.Distribuite la salsina sui peperoni e servite.

sabato 23 aprile 2011

uno spolverino per l'estate....


Dalle montagne ...dalla mia fabbrica lenta , talmente lenta che è lentissimo anche il computer, vi rendo partecipi di uno dei miei "lavori in corso".Si tratta del cotone ecologico "Biosesia"di straordinaria morbidezza lavorato doppio con i ferri del num.5.Lavorarlo è un piacere perchè scorre bene ,non si ingarbuglia e soprattutto ha dei colori splendidi che ispirano a continuare a tricottare e stimolano a visualizzare il lavoro finito e indossato. Avevo in casa , nella mia riserva personale di materia prima ( lane e cotoni che sequestro con maniacale avidità al negozio della Fonte della Lana)un bellissimo lavanda dello scorso anno ed era un pò che studiavo cosa farci .Quest'anno è arrivato un fantastico verde che spero renda in foto come dal vero, ma ne dubito , e mi è scattata la voglia di lavorarlo a righe alternate al lavanda .Ho alternato anche righe di buchetti molto facili e ferri a legaccio.Credo che verrà molto carino e mi serve a sdrammatizzare un abitino di shantung lilla che ho realizzato con il validissimo aiuto della mia amica Cristina Scotto la quale possiede una favolosa scuola di sartoria a Sturla.

sabato 16 aprile 2011

mercoledì 13 aprile 2011

Ovini & C...ucina rubrica di cucina

Ovini & C...ucina  rubrica di cucina
Ovini: agnello, pecora, castrato
L'allevamento degli ovini è una risorsa storica per l'Italia, anche se si va perdendo l'abitudine della "transumanza" (cioè di una pastorizia nomade) le pecore e le capre sono per lo più allevate allo stato brado ancora oggi. Uno sviluppo considerevole al settore è anche derivato dall'inserimento delle "quote latte" che ha portato a rivalutare alternative al latte bovino. Le pecore e le capre sono infatti allevate in Italia soprattutto per il latte, poi per la carne, e solo in misura ridotta per la lana.
Molte sono le razze autoctone: la più diffusa e nota è sicuramente la pecora sarda. Allevata per il latte ottimo ed abbondante da cui si ricava l'ottimo "pecorino" viene anche utilizzata per la carne: la "pecora bollita" è un piatto tradizionale che alcuni fanno risalire addirittura all'epoca nuragica....
Per evitare l'estinzione delle razze autoctone molte regioni hanno creato dei consorzi di protezione, l'allevamento è infatti diffuso in praticamente tutte le aree d'Italia. Questo fa sì che sia possibile assaggiare oltre 60 varietà di pecorini, innumerevoli formaggi freschi, ed infinite varianti di cucina che vedono il latte o la carne ovina come alimento di base: Impensabile il pesto genovese senza pecorino dolce, o il neccio (focaccia di farina di castagne) toscano senza la ricotta di pecora!
Le carni si mangiano prevalentemente di animali giovani, perchè l'aroma di "selvatico" è più marcato nelle bestie adulte.
In commercio si trovano sia gli animali interi che le porzioni.
Le più pregiate sono il cosciotto ed il carrè, da cui si ricavano le costine. Dalle altre parti deriva la materia prima per gli "arrosticini" e per il macinato.
A seconda delle regioni variano i tagli, ed anche le parti utilizzate: nello schema sono rappresentati i tagli principali delle carni ovine:
1- il cosciotto : ottimo al forno. Se ne ricava anche un eccellente prosciutto
2- il carrè e le costine -si preparano sia al forno che grigliate
3 - la spalla: ottima al forno o in padella
4 -il collo- piuttosto grasso, si utilizza soprattutto per gli spezzatini
RICETTA DELLA SETTIMANA:
Cosciotto Agnello Al Forno
1 cosciotto di agnello o di capretto
olio d’oliva extra vergine q.b.
sale q.b. (magari il delicato sale di Guerande in Bretagna)
pepe pestato o macinato al momento q.b.
Nelle foto è stato usato un cosciotto di capretto.
Preparazione
Preriscaldate il forno a 240 gradi.

Eliminate il grasso visibile dal cosciotto. Salatelo, pepatelo e ungetelo d’olio uniformente, consiglio di farlo usando le mani massaggiandolo tutto per bene.

Ungete con un velo d’olio una teglia dove il cosciotto stia di misura (se usate una teglia troppo grande, finirete per bruciare il sughetto che si forma durante la cottura).

Infornate il cosciotto, dopo i primi 15 minuti di cottura riducete la temperatura a 200 gradi. Il tempo di cottura dovrebbe essere di 20 minuti per ogni 500 g. di carne; ma volevo avvertire che questo tempo è più adatto ai non italiani che preferiscono l’agnello molto rosato, se non vi piace in questo modo potete fare anche 30 minuti per 500 g.

Servite il cosciotto assieme alla patate al forno. Se vi piacciono potete racchiudere in un pacchettino di foglio di alluminio degli scalogni e deglispicchi d’aglio incamiciati, cioè ancora ricoperti dalla loro pellicina, e cuocerli nel forno. Serviteli assieme al cosciotto.

Ricette suggerite dallo chef Edoardo Ferrera

lunedì 4 aprile 2011

IL MODELLO DEL MESE

.......con questo fantastico lino dalla mano grezza e cordosa che si può trovare alla Fonte della Lana di Genova , realizziamo un facile gilè legato davanti con cordini e perle...  

....con il lino messo doppio ed un paio di ferri num.6,  avviare 46 punti per 44/45cm di larghezza e procedo a punto  legaccio per 6 ferri(3 righe) poi proseguo per 26 cm a punto operato(fero d'andata:1dir 1gett1dir 1gett....ferro di ritorno:tutto diritto facendo cadere il gettato ,ferro num 3 a diritto ,ferro num 4 come il primo. ) .Per la manichina a kimono aumento 5 punti per parte avviandoli a nuovo poi lavorare ancora per 23 cm sempre a punto operato...per il davanti avviare 16 punti e dal lato abbottonatura procedere a punto operato per 49 cm .Sul fianco procedere come dietro .no scollo no asole no bordi. rifinire cucendo spalle e fianchi BUON DIVERTIMENTO !!!!!

domenica 3 aprile 2011

il lago Pranda...

..la Pietra di Bismantova...la mitica..

LA FABBRICA LENTA

..vorrei parlarvi di come amo creare le mie cose e soprattutto dove amo crearle..c'è per tutti noi un posto preferito che ci ispira e che stimola la nostra creatività .Di colpo il cervello si aziona e le mani iniziano a lavorare minuziosamente .Il progetto ,piano piano ,prende forma e lentamente lo vediamo ..vorremmo non essere disturbati per nessun motivo e lavoreremmo per ore e ore...   La mia fabbrica lenta si trova sull'appennino tosco emiliano davanti ai monti del Cerreto .Qui mi sento geniale e risento dell'influenza energizzante della pietra di Bismantova della quale sono letteralmente stregata...